Centro di Servizio per il Volontariato Etneo - Il volontariato alla prova della Riforma del Terzo Settore: “il 2018 anno di transizione e aggiornamento”

Il volontariato alla prova della Riforma del Terzo Settore:

“il 2018 anno di transizione e aggiornamento”

Una chiusura dell’anno all’insegna della provvisorietà e dell’attesa per il mondo del volontariato, proiettato verso un 2018 che si preannuncia particolarmente intenso e sfidante, visto il rinnovamento richiesto dalle linee della Riforma del Terzo Settore varata con la legge 106 del 2016. Una programmazione ancora provvisoria, di fatto, quella approvata pertanto lo scorso 12 dicembre dall’assemblea ordinaria delle associazioni aderenti al Centro di Servizio per il Volontariato etneo, nella Casa del volontariato di Librino in viale Castagnola. Per il CSVE ed il variegato mondo del terzo settore interessato sul territorio, si preannuncia una fase di analisi, aggiornamento e complessità, in attesa dei definitivi decreti attuativi che tradurranno gli effettivi risvolti della legge di riforma.

Nell’assemblea dei soci, il CSVE ha reso conto del lavoro di verifica e aggiornamento svolto sui territori attraverso le riunioni di distretto provinciali già dagli inizi di dicembre.“Confermiamo una programmazione provvisoria nell’attesa di avere indicazioni specifiche dai decreti attuativi della Riforma – spiega il presidente del CSVE, Salvo Raffa: – ci aspetta un anno di transizione, dove l’istituzione del nuove registro nazionale del Terzo settore previsto dalla Riforma interesserà molte e diverse realtà del volontariato in generale. La riforma imporrà a tutto il mondo del volontariato di passare dalla cultura dell’io a quella del noi – afferma – e come centro di servizio saremo chiamati a impegnarci nell’accompagnamento delle piccole, medie e grandi associazioni: è nata – sottolinea - con buoni auspici, ma sono ancora molti i punti da chiarire per il nostro mondo e per questo saremo chiamati a un intenso lavoro di affiancamento al servizio di tutti i nostri aderenti”.

Di fatto, la programmazione approvata ricalca la consueta attenzione alle storiche aree di attenzione del CSVE, nel tentativo di tenere conto in primis delle aperture della riforma a soggetti del Terzo Settore, ossia quelli che secondo la nuova legge risulteranno categorizzati come aventi volontari al proprio interno. Formazione del volontariato, consulenza, comunicazione, sostegno alle attività saranno ancora i perni del CSVE: ad esempio, per lo studio dell’applicazione della riforma, la consulenza del CSVE sarà al servizio delle associazioni aderenti, le quali potrebbero non avere dimestichezza con la stesura del bilancio sociale, che sarà obbligatorio per la nuova legge, o potrebbero necessitare di aiuto per modificare adeguatamente il proprio statuto, qualora vogliano rientrare effettivamente nel Registro nazionale quali enti del Terzo Settore riconosciuti.

D’altra parte, lo stesso CSVE ha avviato il suo percorso di riforma statutaria, ma saranno anche altri gli obblighi rilevanti per molte realtà del territorio: limite della durata del mandato, incompatibilità di incarichi di amministrazione a fronte di incarichi politici o istituzionali saranno altrettanto rilevanti norme, così come la pubblicazione sul proprio sito internet, esso stesso pertanto obbligatorio, del bilancio economico e sociale. L’ultima legge che disciplinava il volontariato, prima di quest’ultima sopra menzionata, risultava la 266 del ’91, mentre la 383 del 2000 era l’ultima ad avere disciplinato le associazioni di promozione sociale. 

“Gli intenti che ispirano la nuova legge sono condivisibili perché dopo più di 30 anni è necessario aggiornarsi ai tempi di oggi con disponibile spirito di rinnovamento da parte di tutti – sottolinea Raffa – altrimenti si rischierebbe di limitare proprio la forza del volontariato: tutti siamo chiamati ad essere pertanto innovatori anche nella gestione del nostro impegno di volontariato: è questo l’impegno che ci diamo nel 2018, perché siamo convinti che quanto seminato tra questo ed il prossimo anno possa costituire una buona base per gli anni avvenire. La politica, anche associativa – conclude - è l’arte del sapere scegliere: abbiamo necessità di scegliere e speriamo di avere una buona strategia per intraprendere le strade giuste, anche perché la Riforma significherà per le piccole organizzazioni di volontariato rapportarsi con le grandi sigle storiche della promozione sociale, comprensibilmente più strutturate e organizzate. Anche qui cercheremo di aiutare le associazioni a sopravvivere nel rispetto della loro identità e a seguire il ritmo: sarà un anno difficile che ci impegnerà ancora di più nel lavoro di rete e di sinergia con tutte le istituzioni, i volontari e le agenzie educative”.

Mario Agostino

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