Centro di Servizio per il Volontariato Etneo - Il ruolo e il futuro del Volontariato nel nuovo Codice della Protezione Civile

Il ruolo e il futuro del Volontariato nel nuovo Codice della Protezione Civile: questo il titolo e la tematica che ha fatto da filo conduttore per due diversi seminari svoltisi il 20 aprile all’Auditorium di Palazzo San Biagio ad Augusta (SR) e il giorno successivo nella Casa del volontariato di Librino (CT), promossi da Centro di servizio per il volontariato etneo (CSVE), Federazione dei Coordinamenti di Volontariato Siciliano (VolSi) e, nel primo caso, dalla Federazione Italiana Ricetrasmissioni - Citizen's Band - Servizio Emergenza Radio (F.I.R. C.B. S.E.R.), mentre nel secondo dal Coordinamento Forza Intervento Rapido per la protezione civile del territorio catanese.

Numerose le voci alternatesi ai microfoni tra le due giornate, tra le quali quelle di Giuseppina Leone, Presidente Regionale F.I.R. C.B. S.E.R., Calogero Foti, Dirigente Generale del Dipartimento regionale per la Protezione civile, Patrizio Losi, Presidente Nazionale della Consulta del Volontariato, Salvatore Raffa, presidente del CSVE, e Santo Carnazzo, Presidente del Vol.si. Tra i temi affrontati dalla trentina di associazioni rappresentate, la gestione del Volontariato rispetto al nuovo Codice della Protezione Civile, la situazione attuale dei Centri di Servizio, le prospettive, le aspettative e il futuro per il volontariato in Sicilia.

I confronti si sono concentrati sugli aspetti che si inseriscono nel contesto ancora non precisamente delineato della riforma del Terzo settore, che ovviamente interessa da vicino la stessa realtà della Protezione Civile e le reti di volontariato ad ampio raggio, con i loro percorsi sul territorio.

“Il CSVE ha condiviso questo momento informativo – afferma il presidente Salvo Raffa - perché lo riteniamo importante, specie in un momento storico come questo che ci vede impegnati su diversi fronti di riforma che riguardano tutto il mondo del volontariato. Per quanto riguarda la Protezione civile però possiamo dire che la riforma sia a metà strada: si tratta ora di assemblare la riforma della Protezione civile con il Codice del terzo settore. Come CSVE auspichiamo un pieno completamento del quadro normativo, perché di fatto in questo momento storico il mondo del volontariato vive una fase di stasi: una sorta di limbo di incertezze in attesa dei decreti attuativi che non ci lascia sereni nel nostro agire. Come centro di servizi ci impegneremo a proporre più momenti di seminario che riguardino tutto il mondo del terzo settore proprio per dare sempre più quelle informazioni di cui il mondo del volontariato necessita.

Abbiamo ampiamente apprezzato le relazioni, anche se non nascondiamo che ci sono, anche in merito alla protezione civile, diverse zone d’ombra da comprendere meglio che di fatto riguardano tutto il mondo del volontariato. Di sicuro oggi chiediamo certezze in termini di cosa sarà il domani, di cosa saranno le risorse e le aree di competenza, fermo restando certo che il mondo del volontariato debba continuare anche in una visione di rete: non possiamo in una logica di incertezza simile pensare di operare secondo la cultura egoistica dell’interesse del proprio io o della propria sigla, tentazione di fatto forte nel nostro territorio purtroppo. Dobbiamo cercare la cultura del noi: la forza di un’azione si trova nel fare squadra come rete, uniti nell’affrontare la molteplici emergenze, secondo quel principio di sussidiarietà per il quale il volontario non deve mai sostituirsi alle istituzioni ma essere di supporto ad esse, in modo coordinato, preparato e professionale, soprattutto nel contesto di un quadro normativo ancora così incerto per il mondo del volontariato”.

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