CSVE - Centro di Servizio per il Volontariato Etneo - IL CSVE VERSO IL 2020: IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RAFFA

IL CSVE VERSO IL 2020: IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RAFFA

Cari amici,

in chiusura di questo 2019, mi è gradito come ormai consuetudine tracciare un sintetico bilancio, per condividere un quadro d’insieme.

E' stato un anno in cui si è protratta una certa attesa, per il nostro mondo del volontariato, in merito al rinnovamento richiesto dalle linee della Riforma del Terzo Settore varata con la legge 106 del 2016. Un riforma auspicata da tutti che tuttavia, tre anni dopo, ha ancora forma incompiuta e lascia tante lacune non normate, mancando in parte di strategie ed effettive elaborazioni con quelsettore della società, il volontariato, che di fatto ancora oggi regge buona parte del welfare del nostro paese, presidiando le aree di disagio 365 giorni l’anno, come a Capodanno stesso...

Come CSVE abbiamo impiegato ogni energia disponibile per fare la nostra parte in un 2019 che ha visto il nuovo Coordinamento centrale dei centri di servizi di volontariato, di fatto un organismo nazionale di controllo che gestisce anche il Fondo Unico Nazionale del volontariato, iniziare a camminare con più dimestichezza, nel suo fisiologico rodaggio, per adempiere la sua complessa missione in termini di funzionalità.

La nostra programmazione annuale ha continuato dunque a muoversi da una parte nel solco dell’impegno richiesto dalla riforma, dall’altra garantendo gli impegni di promozione, cultura, assistenza e formazione che sono essenziali rispetto alla vocazione condivisa ed allargata del CSVE. Nonostante partisse nella citata condizione di attesa, peraltro ancora presente in parte, come accennato, la pianificazione della attività si è diramata su più fronti, costantemente al servizio della solidarietà a fronte di vecchie e nuove povertà. 

Cosa aspettarci dal 2020? Da un lato continuerà ad essere ancora di transizione, visto il cammino richiesto dalla Riforma; dall'altro ci vedrà ripartire da alcuni punti fermi sopra menzionati, fedeli alla stessa missione al servizio di quelle periferie esistenziali che spesso solo la nostra rete del volontariato riesce a raggiungere, nel tentativo di colmare vuoti spesso colpevolmente lasciati dalla politica o dall’indifferenza di tante altre persone. Perché senza uscire dalla nostra povera logica di breve termine, dall'idea purtroppo ancora spesso diffusa del "cosa ne viene a me", nulla è possibile. Un'idea che rischia di viziare la purezza dell'impegno giovanile, così fondamentale per il mondo del volontariato e della società in generale: dove sono i giovani? Cosa possiamo dare e cosa possiamo chiedere loro? Inutile ripetere come, se nel volontariato come nella società, non sapremo motivare l'impegno giovanile, le nostre speranze nel futuro saranno rese vane.

E non basta offrire un pasto al povero al Natale, così da anestetizzare la coscienza e tornare nel guscio della propria indifferenza quotidiana. Sappiamo che mettersi a servizio di una comunità significa spesso fare i conti con ristrettezze di risorse o inefficienze, ma terremo fede alla missione del CSVE se guarderemo alla bellezza dalla gratitudine reciproca, del dono condiviso, dell'azione organizzata che rende i sogni di solidarietà più efficaci e possibili. Una visione più grande di noi, come è più grande di noi il rincorrersi del tempo e delle stagioni: una visione che vogliamo impegnarci ancora a servire e gestire con tutti gli attori sociali interessabili per ogni piccolo impegno prezioso. Come ho ripetuto spesso, non eravamo e non saremo un patronato o un bancomat, ma cercheremo di essere sempre un punto di riferimento, coordinamento e sinergia al servizio di una strategia comune contro le povertà. Una strategia che coinvolga nel segno della corresponsabilità il cittadino come il politico, il volontario come il religioso, l'operatore come lo studente, in un'unica visione, quella di una comune famiglia umana che vada oltre la nostra piccola dimensione di tempo e spazio. 

 A nome di tutto il consiglio del CSVE, buon anno a tutti

 Salvo Raffa

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