Dove la mafia lasciava il segno, adesso germoglia la speranza
A Misterbianco, in provincia di Catania, tre lotti abbandonati da vent'anni e strappati alla criminalità organizzata sono diventati una fattoria sociale biologica. Il racconto degli Orti del Mediterraneo.
Orazio cura le sue fragole ogni mattina e gestisce presse e mulini per produrre oli di canapa, mandorla e sesamo. Gesualdo prepara la merenda ai bambini in visita con pane, marmellata e miele fatti da loro. Andrea spiega la stagionalità degli alimenti con il gioco dell'oca. Orazio, Gesualdo, Andrea hanno l'autismo. E un contratto di lavoro regolare in agricoltura.
La fattoria è nata nel 2016 a Misterbianco, su un terreno confiscato alla criminalità organizzata che giaceva abbandonato da oltre vent'anni. A recuperarlo è la Cooperativa Sociale Energ-etica Catania, guidata da Claudia Cardillo. «Quando siamo arrivati, tutto era ricoperto da rovi: abbiamo ripulito tutto a mano. Il terreno non era abbastanza grande per un'attività agricola, così abbiamo pensato a un parco agricolo museale».
Dal 2017, grazie a 230.000 euro della Fondazione con il Sud e della Fondazione Peppino Vismara, tre lotti si sono trasformati in dieci orti a tema — agrumi, succulente, ulivi, viti, quaranta varietà dal bergamotto al limone caviale — progettati con l'Università di Catania e il CNR. Il cuore del progetto sono diciotto ragazzi con disturbi dello spettro autistico, il più grande dei quali ha quarant'anni. «Ogni macchina ha uno dei loro nomi», dice Salvatore Cacciola, presidente della Rete Fattorie Sociali Sicilia. «Un ragazzo autistico che va al suo posto di lavoro, produce, e riceve i complimenti alla degustazione: per noi è il meglio che si possa augurare».
Le produzioni certificate biologiche — miele, pappa reale, oli vegetali — sono vendute anche attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale. La linea commerciale è la condizione che tiene in piedi il progetto sociale, senza dipendere esclusivamente dai bandi. Sul versante educativo, sessanta studenti hanno svolto l'alternanza scuola-lavoro e le scuole di ogni ordine e grado visitano la fattoria con percorsi guidati dagli stessi ragazzi autistici. L'ultimo tassello è il «Dopo di Noi»: un appartamento per la vita autonoma, dentro la nuova struttura coperta finanziata con 519.000 euro di fondi europei. «Un percorso che pensa a chi sarà, domani, quando i genitori non potranno più esserci», spiega Cacciola.
Attorno alla fattoria gravita una rete di ottanta imprese agricole e trenta organizzazioni no profit, in collaborazione con Libera e AddioPizzo. In Sicilia - che detiene il 28% di tutte le realtà italiane impegnate nella gestione di beni confiscati - gli Orti del Mediterraneo dimostrano che il riuso non è una formula burocratica ma un atto politico. Un terreno segnato dall'illegalità è diventato il posto di lavoro di Orazio, Gesualdo, Andrea. E ogni mattina, quando aprono il cancello, è già una risposta.


