Storie di Volontariato: la pagina di febbraio
Quando l’emergenza unisce: la forza del volontariato nelle ore più difficili
Il nostro grazie alle donne e agli uomini sempre presenti nelle emergenze di questi mesi.
Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare. Il passaggio del ciclone Harry, che ha devastato ampi tratti della costa della Sicilia Orientale, e la frana che a Niscemi minaccia la stessa sopravvivenza della città, hanno colpito profondamente le nostre comunità. Case distrutte, attività compromesse, famiglie costrette a lasciare tutto. Ferite materiali che si intrecciano a paure e smarrimento.
Eppure, proprio nelle ore più drammatiche, accade qualcosa che restituisce fiducia: il volontariato si mette in cammino. Desidero, a nome dell’intero sistema che rappresento, esprimere un ringraziamento sincero e profondo a tutte le volontarie e a tutti i volontari che, senza esitazione, hanno risposto all’emergenza. Donne e uomini della Protezione Civile, associazioni ambientaliste, gruppi parrocchiali, studenti, cittadini comuni: volti diversi di un’unica grande comunità solidale.
Abbiamo scelto consapevolmente di non citare singole realtà associative. Sarebbe stato impossibile menzionarle tutte senza correre il rischio di dimenticarne qualcuna, e non sarebbe stato giusto nei confronti di chi, con la stessa dedizione, ha operato lontano dai riflettori. Preferiamo, allora, ringraziare l’intero movimento, nella sua pluralità e nella sua ricchezza, celebrando lo spirito che anima il volontariato prima ancora delle sue singole espressioni organizzative. È quello spirito – fatto di gratuità, responsabilità e senso di comunità – che abbiamo visto all’opera in ogni gesto compiuto in questi giorni.
In situazioni come queste viene meno ogni distinzione tra volontariato “istituzionale” e volontariato “occasionale”. Le etichette non contano più. Conta la presenza. Conta la disponibilità a spalare fango, distribuire viveri, offrire ascolto, organizzare raccolte di beni di prima necessità, monitorare il territorio, sostenere chi ha perso tutto. Conta la capacità di lavorare fianco a fianco, con spirito di collaborazione e responsabilità.
La Sicilia conosce bene la grande tradizione della Protezione Civile, patrimonio di competenze, organizzazione e professionalità maturate in anni di interventi. Ma accanto a questa struttura solida e preparata, abbiamo visto emergere con forza anche la straordinaria energia delle associazioni ambientaliste, impegnate nella tutela e nel ripristino dei territori colpiti; delle parrocchie, che si sono trasformate in centri di accoglienza e punti di riferimento; degli studenti, che hanno scelto di non restare spettatori ma di diventare parte attiva della risposta collettiva.
Questa è la vera forza del volontariato: essere infrastruttura sociale, rete viva che tiene insieme le comunità quando tutto sembra vacillare. Non è solo intervento nell’emergenza, ma costruzione quotidiana di legami, fiducia, senso di appartenenza. È capitale umano che si attiva quando serve, perché coltivato nel tempo.
Le tragedie che abbiamo vissuto ci interrogano anche sul futuro: sulla necessità di prevenzione, di cura del territorio, di responsabilità condivisa. Ma ci consegnano anche una certezza: possiamo contare su una società civile capace di reagire, di organizzarsi, di prendersi cura.A tutte le volontarie e a tutti i volontari va il nostro grazie. Per il tempo donato, per la fatica affrontata, per l’esempio offerto. In un tempo in cui spesso si parla di divisioni, voi avete dimostrato che l’unità è possibile. E che, di fronte al dolore, la risposta più autentica è mettersi insieme e servire la comunità.
È da qui che ripartiamo. Insieme.
Il Presidente del CSVE, Salvatore Raffa


