Emergenza crack: ad Aci Catena (CT) un incontro per analizzare il fenomeno e i suoi effetti sul territorio
Si è svolto lunedì 18 maggio 2026, presso il Centro della Gioventù di Aci Catena, l’incontro pubblico dal titolo “Emergenza crack. Analisi ed effetti del fenomeno”, promosso con l’obiettivo di approfondire una problematica sempre più urgente e complessa, che coinvolge direttamente comunità, famiglie, istituzioni, servizi sanitari, mondo educativo, volontariato e forze dell’ordine.
L’appuntamento ha rappresentato un importante momento di confronto sul tema della diffusione del crack, sostanza che negli ultimi anni sta generando crescente preoccupazione per le sue conseguenze sanitarie, sociali e relazionali. L’incontro ha permesso di mettere insieme competenze diverse, offrendo una lettura multidisciplinare del fenomeno: dagli aspetti clinici e psicologici alle ricadute sulla sicurezza, dal ruolo dei servizi territoriali alla necessità di prevenzione, ascolto e accompagnamento.
Dopo i saluti istituzionali di Carmelo Sciuto, parroco del Santuario Maria SS. della Catena e direttore dell’UCD di Acireale, della sindaca di Aci Catena Margherita Ferro, del direttore generale dell’ASP di Catania Giuseppe Laganga Senzio, del presidente del Centro di Servizio per il Volontariato Etneo Salvo Raffa e del presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Acireale Simone Tringali, si sono susseguiti gli interventi dei relatori invitati.
Tra i contributi, quello del capitano dei Carabinieri della Compagnia di Acireale Domenico Rana, che ha offerto uno sguardo sul tema dal punto di vista del controllo del territorio e della sicurezza; della biologa Maria Teresa Spena, direttore tecnico del Centro analisi Nuova Irma di Acireale; di Fabio Brogna, direttore U.O.C. del Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche dell’ASP di Catania; e di Gabriele Avincola, dirigente medico psichiatra del SERT di Acireale, che hanno approfondito gli aspetti sanitari, diagnostici e terapeutici legati alle dipendenze.
A concludere il quadro degli interventi anche la riflessione di Antonino Raspanti, vescovo della Diocesi di Acireale e presidente della CESI, che ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità educativa e comunitaria di fronte alle nuove forme di fragilità, soprattutto tra i più giovani.
A moderare l’incontro è stato Mario Agostino, giornalista e direttore dell’Ufficio pastorale per la cultura della Diocesi di Acireale.
Dal confronto è emersa con forza la necessità di una risposta condivisa e coordinata. Il fenomeno del crack non può essere affrontato solo in termini repressivi o sanitari, ma richiede una rete capace di intercettare precocemente il disagio, sostenere le persone coinvolte, accompagnare le famiglie e promuovere percorsi di prevenzione nelle scuole, nelle parrocchie, nei luoghi di aggregazione e nei contesti di prossimità.
L’iniziativa ha confermato il valore della collaborazione tra istituzioni, ASP, forze dell’ordine, Chiesa, volontariato, Croce Rossa e realtà del territorio. Una sinergia indispensabile per costruire risposte efficaci, fondate non solo sull’emergenza, ma anche sulla prevenzione, sulla cura e sulla responsabilità collettiva.
L’incontro di Aci Catena si inserisce così in un percorso di sensibilizzazione che invita l’intera comunità a non voltarsi dall’altra parte, ma a riconoscere il problema, comprenderlo e affrontarlo insieme.
