Venticinque anni di CSV in Sicilia: radici solide per costruire il futuro del volontariato
Le dichiarazioni dei tre presidenti dei CSV a conclusione del meeting regionale
Ci sono giornate che non si esauriscono nel tempo di un convegno. Giornate che, mentre accadono, restituiscono il senso di un cammino lungo, fatto di incontri, responsabilità, scelte condivise e anche di fatiche. Il Meeting regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia, che si è svolto ad Aci Castello in occasione dei venticinque anni dei CSV siciliani, è stato una di queste giornate.
Non è stato soltanto un anniversario da celebrare, ma l’occasione di rileggere una storia collettiva che appartiene a migliaia di volontarie e volontari, alle associazioni, alle comunità locali, alle istituzioni che in questi anni hanno riconosciuto nel volontariato una forza viva, generativa, capace di tenere insieme territori spesso attraversati da fragilità profonde. In venticinque anni, infatti, i Centri di Servizio per il Volontariato sono cambiati molto: da strutture nate per offrire supporto tecnico e operativo alle associazioni, sono diventati sempre più luoghi di prossimità, accompagnamento, formazione, rappresentanza e costruzione di reti.
“La presenza di oltre quattrocento partecipanti, arrivati da ogni parte della Sicilia, ha dato la misura di quanto questo percorso sia sentito. Volontari, presidenti di associazioni, rappresentanti istituzionali, sindaci, esponenti del Terzo Settore, del mondo accademico e delle fondazioni si sono ritrovati non per guardare con nostalgia al passato, ma per interrogarsi con serietà sul futuro - dichiara il presidente del CSV Etneo Salvatore Raffa - è questo, a mio avviso, il segno più importante emerso dalla giornata: la volontà di trasformare la memoria in responsabilità”
La riforma del Terzo Settore ha aperto una fase nuova, non sempre semplice, ma certamente decisiva. Ha chiesto alle organizzazioni di crescere, di qualificarsi, di rendere più trasparente e consapevole il proprio operato. E ha chiesto anche ai CSV di ripensare il proprio ruolo, passando da una logica prevalentemente di servizio a una funzione più ampia di accompagnamento allo sviluppo delle comunità. “Oggi più che mai siamo chiamati ad agire insieme sui grandi temi regionali: la promozione del volontariato, la formazione, la comunicazione sociale, la progettazione, il rapporto con le istituzioni, il sostegno alle aree interne, la partecipazione dei giovani, la capacità di intercettare le nuove fragilità - dichiara Santino Mondello, presidente del CESV Messina - ribadisco per questa ragione la necessità urgente di uno strumento definito e strutturato come la confederazione regionale, per essere più incisivi e presenti sui territori”.
Un anniversario, dunque, ha valore se diventa impegno, visione e capacità di innovazione “Dovremo essere più vicini alle associazioni, ma anche più capaci di leggere i cambiamenti sociali e proiettarci nel futuro - dichiara Giuditta Petrillo, presidente del CESVOP Palermo - dovremo avere la capacità di parlare ai giovani con linguaggi nuovi, sostenere le organizzazioni nei processi di crescita, rafforzare le competenze, promuovere reti territoriali, costruire alleanze con scuole, università, enti locali, fondazioni e imprese socialmente responsabili. Il riconoscimento istituzionale delle competenze dei volontari è un passo importante che è testimonianza di questo percorso e del grande valore di questo impegno”.
Il Meeting regionale di Aci Castello (CT) consegna, dunque, una consapevolezza chiara: il futuro del volontariato siciliano non può essere pensato in modo frammentato. Deve essere costruito insieme. I CSV hanno il compito di facilitare questo cammino, di mettere in relazione energie diverse, di trasformare le esperienze locali in patrimonio comune, di dare forza e voce a chi ogni giorno opera nelle comunità.

